Delle tre partite di fila perse dal Napoli quella di ieri è quella dove il risultato è sacrosanto. Diciamolo subito, l'Arsenal è di una categoria differente e lo ha confermato durante tutti i 90' del "Maradona". Ma il Napoli non è uscito umiliato dal confronto con i campioni di Inghilterra. Non fosse altro per l'impegno profuso e per la voglia messa in campo dai suoi giocaotori. Non sempre nel calcio vince il più forte, ma ieri sera era davvero difficile sovvertire il pronostico. Ci sarebbero tanti esempi da poter chiamare in causa, ne citiamo uno molto eloquente: nella ripresa Arteta ha potuto mandare in campo giocatori del calibro di Havertz, Tzolis, e Bruno Guimares. Se poi serve ancora altro si può riguardare lo splendido gol di Odegaard con una conclusione di potenza e precisione arrivata dopo una serie di passaggi di prima e a conclusione di un'azione da applausi. Troppo Arsenal per questo Napoli che però anche ieri ha fatto vedere alcune cose positive.
In primo luogo il gruppo azzurro è sembrato più ordinato e compatto, pochi errori individuali che avevano condizionato le sconfitte in campionato e la giusta attenzione. Ovvio che la Champions League meriti maggiori stimoli e Allegri adesso dovrà essere bravo a mantenere queste caratterisriche nelle prossime 4 gare sulla carta più semplici ma non da sottovalutare. Tornando alla partita persa sin dai primi minuti si era capito il copione tattico dell'incontro: Arsenal manovriero e in controllo della partita a Napoli molto basso e pronto a ripartire di rimessa con Alisson e Hojlund in cerca dello spunto giusto.
Ed è stato un primo tempo divertente privo di gol ma di ottimo livello. Tante le occasioni degli inglesi con Meret bravo in almeno due circostanze, il Napoli ha risposto con qualche conclusione da fuori e un paio di contropiede non finalizzati per imprecisione. Nella ripresa, come spesso accade nelle partite, i gunners hanno alzato ancor di più il livello e le maggiori qualità sono venute fuori. Milinkovic Savic, che nell'intervallo aveva preso il posto di Meret uscito per infortunio, ha provato a far ripartire l'azione dal basso con i suoi lunghi lanci ma quando Alisson, infortunatosi ha chiesto il cambio, si è compreso che sarebbe stato impossibile arginare quella pressione asfissiante della squadra di Arteta. Allegri ha fatto esordire Favasuli per Politano e inserito Vergara per Alisson, l'Arsenal ha tolto Gyokeres per Havertz e a un quarto d'ora dalla fine è arrivato il gioiello di Odegaard.
Dentro subito Neres e Lucca per Hojlund e Lobotka e un pizzico di rammarico quando durante i 4 di recupero De Briuyne a pochi metri dalla porta inglese ha preferito tentare un passaggio invece di concludere a rete. Andando a guardare le singole prove promossa in blocco la difesa con i due centrali alla loro migliore gara. Bene anche in mezzo Lobotka e Gilmour che al posto di Anguissa ha cercato di dare maggiore inventiva. In sofferenza gli esterni alti Politano e Alisson che in più di un'occasione hanno avuto lo spazio per fare male e si sono persi. Un discorso a parte per Hojlund autore di una gara di sacrificio che avrebbe meritato maggiore assistenza. Un po' in ombra De Bruybe, partito bene ma calato alla distanza come fosse normale attendersi visto che era alla prima partita da titolard e per 90'. Terza sconfitta consecutiva, domenica sera arriva il Bologna e si deve riprendere il cammino: tornare a fare punti per iniziare a recuperare posizioni e morale.
Antonio Procopio