Napoli, tra colpe ed espiazioni ora si sogna il paradiso

Inferno, purgatorio o paradiso? Con un occhio davanti o uno alle spalle? Queste le domande che più o meno sintetizzano la situazione del Napoli a otto giornate dalla fine del campionato. A guardare la classifica gli azzurri sono terzi a 62 punti, con 8 lunghezze sulla quinta posizione occupata da Roma e Juventus, davanti al sorprendente Como quarto dietro di cinque punti. Il Milan è a un passo a quota 63, mentre l'Inter capolista guida a 69 ma è reduce da 2 punti nelle ultime tre gare. C'è quasi la stessa distanza tra il paradiso e l'inferno, sportivamente parlando e la realtà lascia supporre che alla fine si resterà in purgatorio.
 
Il tutto alla vigilia di un confronto che probabilmente dirà tanto sul futuro azzurro. Il 6 aprile, nel giorno di Pasquetta, al Maradona sarà di scena il Milan in una partita che deciderà l'antagonista dell'Inter nel finale di stagione. Ma prima di analizzare la gara che potrebbe accendere sogni o ridimensionare ambizioni è bene fare alcune considerazioni generali che hanno portato a questa classifica. Il Napoli in questa stagione ha senza dubbio qualche cruccio di cui rammaricarsi ai quali si devono aggiungere aspetti esterni alla squadra. Colpe ed espiazioni: queste ultime rappresentate dai 38 infortuni subiti dall'inizio dell'anno.
 
Oggettivamente troppi e che hanno indiscutibilmente tolto diversi punti. In alcune gare il Napoli era senza 10 giocatori, logico che, specie nel mese di gennaio, quando gli azzurri hanno giocato sempre ogni tre giorni, si siano persi punti preziosi. E passiamo alle colpe: il mercato iniziale, descritto come faraonico, non ha rispettato le attese: alcuni giocatori, pagati tanto, hanno reso poco e specie nel momento in cui si sono presentati gli infortuni non sono stati in grado di fornire il contributo che ci si sarebbe atteso. Su tutti Lang e Lucca, due attaccanti non indovinati che la società ha ceduto in prestito nella finestra di mercato di gennaio cercando di trovare adeguati sostituti.
 
Terzo e ultimo aspetto (le punizioni per restare in campo biblico) relativo a qualche decisione arbitrale controversa; vero, sono tante le squadre che in questo campionato lamentano decisioni poco chiare a testimonianza del fatto che la classe arbitrale non sia eccelsa, il Napoli forse come negli infortuni ne ha qualcuno in più degli altri e specie contro Verona, Parma e a Bergamo sono stati persi punti basilari.
 
Insomma se si uniscono questi tre aspetti (colpe, espiazioni e punizioni) si capisce quanto grande sia il rimpianto per il Napoli che resta in corsa sulla carta, ma che in questa stagione aveva l'opportunità di bissare lo scudetto in maniera agevole. Certo, guardando i numeri, che non mentono mai, si deve dire che i 20 gol fatti in meno rispetto all'Inter dicono che davanti qualche problema ci sia e lo stesso vale per la difesa che ha incassato 30 reti, troppe per pensare di vincere ancora il tricolore. Insomma in queste ultime 8 gare il Napoli dovrebbe migliorare in diversi aspetti in tutti i reparti.
 
E in aiuto di Conte arrivano i recuperi dei tanti infortunati che lentamente stanno rientrando in gruppo. ll centrocampo è ormai al completo, restano invece fuori ancora Di Lorenzo e Rrahmani che sono basilari anche per poter tornare a giocare con un reparto a 4 e consentire lo stesso centrocampo che ha iniziato la stagione con i Fab Four. Ultimo recupero sarebbe quello di Neres ma questo sarà molto complicato e per fortuna l'acquisto di Alisson Santos ha in parte sopperito alla fantasia del brasiliano che, ben che vada, potrebbe aggregarsi non prima di fine aprile.
 
Otto giornate e servirebbero 24 punti e la complicità dell'Inter che deve continuare a perdere punti per passare dal purgatorio al paradiso. Il sogno resta difficile, molto difficile, inutile fare voli pindarici; ma dopo aver espiato le nostre colpe con tanti infortuni e quando in panchina hai l'allenatore con la media punti più alta d'Italia magari si bissano i miracoli e anche l'impossibile diventa possibile…
 

Antonio Procopio

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