E sono quattro, un poker. Di vittorie, tutte col minimo scarto e con un pizzico di sofferenza nel finale ma tutte meritate. Perchè anche ieri sera il Napoli a Cagliari ha condotto la partita, segnato in avvio e gestito l'incontro. Pur senza brillare, certo, ma i guantoni puliti di Milinkovic Savic la dicono lunga sulla pericolosità degli avversari in tutta la gara. Se all'andata ci aveva pensato Anguissa ad una manciata di secondi dall'ultimo minuto di recupero nel ritorno è toccato a McTominay andare in rete al 1' con il suo settimo sigillo in campionato.
Il lato che deve essere messo sotto osservazione è la scarsa prolificità del reparto avanzato che anche ieri sera ha palesato incertezze. Ma se non tiri in porta con una certa frequenza è difficile fare gol e ieri sera gli azzurri, dopo la rete dello scozzese, lo hanno fatto molto poco. Ci ha provato Politano in un paio di circostanze e anche De Bruyne con qualche conclusione dalla distanza, ma troppo poco per pensare di mettere al sicuro una partita che andava chiusa. Specie in avvio di ripresa il Napoli ha spinto e giocato nella trequarti sarda. Conte ha compreso che serviva maggiore qualità e ha inserito Alisson per Lobotka che al rientro non aveva i 90' di gioco. McTominay è scalato al fianco di Gilmour e da lì ha comandato il reparto e la squadra.
Col passare dei minuti il Napoli ha perso le misure dei reparti. Come se l'avvicinarsi della fine della gara suonasse come un pericoloso campanello d'allarme per gli azzurri che non avevano mai rischiato in tutta la partita. Ma tranne un paio di palloni gettati nella mischia senza costrutto da parte del Cagliari non si è visto molto altro e il Napoli ha conquistato tre punti di importanza capitale. Analizzando le prove dei singoli non ci sono troppi voti alti: bene Buongiorno in difesa e De Bruyne che ormai sembra essere tornato sui suoi livelli. McTominay è una garanzia forse ancora meglio da centrale vista la sicurezza e la padronanza con cui gestisce il ruolo. Non convincenti i due centrali di centrocampo, soprattutto Gilmour che nel primo tempo ha perso diversi palloni che potevano costare caro. Male anche Olivera, pure lui si è fatto prendere dalla frenesia iniziale ed è caduto nella trappola del Cagliari che ha messo la partita sotto il profilo della contesa agonistica non potendo gareggiare alla pari sotto il profilo tecnico.
Ci si attendeva qualcosa di più anche da Hojlund che ha combattuto come sempre ma più volte imbeccato da De Bruyne non ha trovato lo spunto per puntare la porta. Ma vittoria doveva essere e vittoria è stata. Classifica che sorride agli azzurri che scavalcano il Milan, impegnato in giornata col Torino, e permettono loro di sedersi in poltrona e guardare le avversarie. Dalla Juve al Como per quanto riguarda il piazzamento Champions; se poi la Fiorentina si ricordasse di essere squadra seria e fermasse l'Inter allora si aprirebbero scenari impensati. Per ora godiamoci questo poker in attesa, tra due settimane dopo la sosta, di ospitare il Milan in una gara che definirà molto probabilmente la seconda classificata: poker è bello, pokerisimo di più…
Antonio Procopio