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lunedì 26 ottobre 2026

Papa Francesco ai napoletani: non lasciatevi rubare la speranza!

Non è cosa semplice descrivere l'immensa emozione, la gioia e la commozione provata dai napoletani e dai numerosissimi pellegrini ed immigrati che per ore sono stati in attesa della visita del Santo Padre a Napoli senza mai perdere sorriso. Arrivato a Pompei con dieci minuti di anticipo il Papa ha pregato con i fedeli la Madonna per poi iniziare la sua intensa giornata in giro per la città partendo da Scampia, periferia sofferente, per sottolineare il suo sostegno e la sua attenzione verso le periferie, non solo quelle geografiche ma soprattutto quelle dell'anima. Qui c'è stato dapprima il discorso introduttivo del cardinale Crescenzio Sepe, poi l'incontro con il sindaco de Magistris, che ha consegnato al Papa le chiavi della città e una pergamena in ricordo di questa giornata.

Papa Francesco ha subito conquistato la folla con parole semplici, affrontando discorsi profondi come il lavoro, l'immigrazione, la corruzione e la speranza. "La mancanza di lavoro ruba la dignità" queste le parole usate, e poi ancora "i ragazzi non possono stare senza far niente e non possono essere sfruttati. Chi sfrutta le persone non è cristiano!" Un'altra frase che è non sarà dimenticata è: "il corrotto puzza!", la corruzione non è cosa buona e va allontanata.

Si è poi rivolto ai napoletani evidenziando la gioia e la religiosità che da sempre li accompagna e contraddistingue. Parlando degli immigrati invece ha ricordato che non esistono persone inferior e soprattutto che durante la nostra vita tutti siamo in cammino verso Dio. Ha esortato poi Napoli ad andare avanti nella speranza e nell'accoglienza grazie anche alla preziosa collaborazione di volontari e istituzioni. Ha salutato i fedeli dicendo: "San Gennaro vi assista e A' Maronna v'accompagne!" , per dirigersi poi a bordo della "papamobile" in piazza del Plebiscito per celebrare la Santa Messa insieme al cardinale Sepe.

Più volte ha rotto gli schemi di sicurezza riversandosi tra la gente per salutare, baciare un bambino o fare un selfie, in nome di quel contatto umano che ricerca sempre. Questo è un Papa che insegna con l'esempio e non con le frasi fatte, semplici da pronunciare ma che spesso restano solo parole e lo ha dimostrato con la sua decisione di pranzare con i detenuti del carcere di Poggioreale.

Anche San Gennaro nel Duomo, ha voluto rendere omaggio al Papa per questo affetto dimostrato alla città e lo ha manifestato con il "prodigio" dello scioglimento del sangue avvenuto appena Francesco ha preso la teca tra le sue mani. Il lungomare è stata l'ultima tappa di questa particolare visita.  La sua presenza in città ha ridato fiducia ad una Napoli che ha visto sicuramente periodi migliori ma che però saprà conservare e fare tesoro della positività offerta da questo grande uomo che sta cambiando il mondo. Grazie Papa Francesco!

Manuela Ospici

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