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lunedì 26 ottobre 2026

Ottaviano: rapine ad esercizi commerciali, i carabinieri fermano 2 persone.

Il 16 maggio avevano fatto irruzione all’orario di chiusura in un negozio di casalinghi di Ottaviano e minacciando con un'arma il titolare lo avevano rapinato dell’incasso e dello smartphone. Poi la fuga, in sella a uno scooter rapinato a Napoli, nel quartiere di Scampia. Il 19 maggio avevano rapinato un negozio di casalinghi di San Gennaro Vesuviano. Anche stavolta in chiusura, con i volti nascosti e minacciando il titolare con un'arma, riuscirono a portare via l'incasso e a darsi alla fuga su uno scooter. Ancora il 19 maggio, a San Giuseppe Vesuviano, il raid in un negozio di abbigliamento proprietà di un cittadino cinese. Stesso copione: rapinato l’intero incasso. La sera dello stesso giorno, nello stesso paese, ancora una volta entrarono in un negozio di abbigliamento e minacciarono il titolare con una pistola portando via 500 euro. Il 22 maggio a Terzigno, mascherando l’identità con un passamontagna, rapinarono il titolare di un negozio di casalinghi arraffando tutto l'incasso.

Queste le risultanze delle indagini incrociate dei carabinieri di Ottaviano, Terzigno, Torre annunziata, Melito e San Gennaro Vesuviano incentrate sull'analisi dei sistemi di videosorveglianza e sulle dichiarazioni dei testimoni hanno portato al fermo per rapina aggravata di due persone, un 33enne di Ottaviano e un 39enne di Melito, entrambi già noti alle forze dell'ordine.

I militari stanno approfondendo la loro posizione per la rapina a un 33enne di Scampia a cui, con la minaccia di una pistola, portarono via il ciclomotore poi usato nei raid.

La perquisizione a casa del 33enne ha portato al rinvenimento e sequestro dello scooter, del casco e degli indumenti indossati durante i colpi. La vettura utilizzata per la rapina a Scampia è stata invece sequestrata nel momento in cui i 2 sono stati fermati dai militari lungo la strada statale del Vesuvio. In quella circostanza una pattuglia di carabinieri aveva riconosciuto l'uomo grazie ad un tatuaggio. Da quel momento era iniziata la catena di accertamenti che ha portato ai fermi, convalidati dal giudice, che ha disposto la custodia in carcere dei 2.
 

La Redazione

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