I Carabinieri del Comando Provinciale di Napoli, durante indagini coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia partenopea, hanno dato esecuzione a un Decreto di Fermo d’indiziato di delitto emesso a carico di numerosi soggetti coinvolti a vario titolo in una massiccia e continuativa introduzione in Italia dall’Austria di armi da fuoco di vario calibro, tra cui anche armi da guerra come Kalashnikov e Skorpion, destinate a rifornire diversi clan camorristici del territorio campano. Identificati numerosi acquirenti tra i quali ci sono appartenenti alla criminalità organizzata campana. Temendo di essere intercettati, sia i fornitori che i clienti avevano ideato un linguaggio in codice per riferirsi ad armi e munizioni che, a seconda del calibro o della tipologia, venivano accostate a un modello più o meno grande di autovettura, a un genere alimentare o a una pratica automobilistica.
Una pistola semiautomatica diventava così una “smart”, il calibro era una “cabriolet”, i revolver da 6 o 8 colpi divenivano forniture di “pomodorini” da 6 o 8 kg., una pistola calibro 38 diventava una “scarpa 38”, le munizioni venivano chiamate “lampadine” mentre i pagamenti erano le “pratiche” auto da espletare. Le attività d’indagine, sviluppate in collaborazione con l’Autorità Giudiziaria e le Forze di Polizia austriache, hanno consentito di identificare anche i fornitori esteri, 2 cittadini di Völkermarkt (Austria) nonché di documentare i movimenti degli indagati campani sul territorio austriaco.
All’esito delle udienze di convalida sono state emesse ordinanze di custodia in carcere nei confronti di 15 indagati nonché un’ordinanza cautelare che dispone la misura del divieto di dimora e l’obbligo di firma nei confronti di un ulteriore indagato.
La Redazione