I Carabinieri di Napoli hanno condotto una serie di controlli sui veicoli di nazionalità straniera circolanti nel capoluogo, accertando l’esistenza di esportazione fittizia di automezzi, numerosi reati e il mancato pagamento di tasse automobilistiche.
In particolare, nel corso di oltre 1.400 controlli alla circolazione stradale, i Carabinieri del Nucleo Radiomobile hanno accertato che numerosi veicoli erano stati fittiziamente dichiarati “rottamati” oppure “cessati dalla circolazione per l’esportazione all’estero” dai proprietari italiani, ma continuavano a circolare nel territorio italiano con targhe e documenti esteri falsi, o contraffatti, o provento di furti perpetrati all’estero.
Incrociando dati del Pubblico Registro Automobilistico di Napoli, dall’UCI (Ufficio Centrale Italiano per le Assicurazioni Internazionali) e dell’ Interpol, i militari dell’Arma hanno poi proceduto al sequestro di 471 veicoli e accertato 1.277 violazioni penali, arrestando 28 persone e denunciando 471 cittadini stranieri ritenuti responsabili, a vario titolo, di ricettazione, riciclaggio, uso di atto falso, contrabbando, soppressione di targhe, violazione degli obblighi di custodia e altro.
Oltre un centinaio di conducenti stranieri coinvolti sono risultati in stato di clandestinità.
In alcuni casi i veicoli con targa straniera erano guidati da italiani, che attraverso lo stratagemma della “cessazione del veicolo per esportazione” e la fittizia re-immatricolazione in uno stato estero, continuavano a circolare in Italia eludendo normative tributarie sul possesso dei veicoli, assicurandosi l’impunità in caso di violazioni al codice della strada ed eludendo l’obbligo di assicurazione per la responsabilità civile, anche con l’utilizzo di polizze rilasciate da compagnie assicurative risultate inesistenti.
I veicoli quindi, circolavano con documenti falsi (carta verde assicurativa e carta di circolazione) ma molte volte erano falsi anche i documenti relativi al conducente (patente di guida); in entrambi i casi i trucchi venivano svelati con un esame effettuato con lampada a luce ultravioletta (sotto la particolare lunghezza d’onda i documenti falsi appaiono di colore bianco acceso -tipico della carta comune- anziché bianco opaco con in risalto filigrane e ologrammi che caratterizzano le carte utilizzate per stampare i documenti veri).
L’attività ha inoltre consentito di accertare l’elusione sistematica del regime doganale della “temporanea importazione” previsto dalla Legge 479/95, che ratifica la Convenzione di Istanbul del 26.6.1990.
Il mancato versamento di dazi all’Italia è stato calcolato in circa 1 milione di euro.
La Redazione