Non sono trascorse nemmeno due settimane dall’ultima giornata di campionato e questi 11 giorni hanno,proiettato a Napoli del dilemma e sono stati vissuti con attesa e trepidazione. Trepidazione per sapere chi sarebbe stato il successore di Luciano Spalletti sulla panchina del Napoli. E, come spesso accade da quando è presidente De Laurentiis, il nome giusto è arrivato solo alla fine. Sarà il francese Rudi Garcia a guidare gli azzurri per i prossimi due anni. Bruciate le candidature dei primi giorni, da Luis Enrique a Italiano, da Mancini a Paulo Sousa tutto lasciava presagire che Cristophe Galtier fosse il nome giusto. E invece il presidente a sorpresa ha annunciato l’ex romanista come scelta.
Una scelta forse accolta con non troppo entusiasmo dall’ambiente così come fu due anni fa con Spalletti che conquistò stima e consensi solo dopo una stagione da incorniciare. Ma a ben guardare ci sono diverse cose che accomunano i due tecnici: hanno vinto uno scudetto fuori dall’Italia, hanno un secondo posto a Roma con tanti punti e adottano lo stesso modulo da 433 a 4231.
Ma bando alle scaramanzie, entriamo sull’aspetto tattico: una cosa che emerge subito è il raffronto nel settore centrale; la Roma aveva un motore composto da De Rossi, Pjanic e Strootman, un centrocampo di assoluto prestigio e soprattutto andava in gol con tutti e tre (nessuno ha dimenticato un Roma-Napoli dove gli azzurri di Benitez giocarono meglio e persero grazie ad una fantastica punizione di Pjanic), Questa caratteristica manca un po’ al Napoli che è sicuramente più manovriero e prolifico in zona rete ma decisamente asfittico dalla distanza.
Garcia forse costruisce di meno ma incassa molti meno gol. E non dimentichiamoci che nel suo palmares annovera una semifinale di Champions dopo aver battuto il Manchester City di Guardiola e la Juve di Ronaldo. Se nell’imminente mercato il neo tecnico riuscirà a mantenere i big (eccezion fatta per Kim ormai sul piede di partenza) e trovare adeguati ricambi soprattutto abili a saper tirare calci da fermo e da fuori, non è da escludere un altro miracolo. Al mercato adesso il giudizio definitivo.
Antonio Procopio