L’analisi del giorno dopo. Napoli: un crollo atteso, fatto poco per evitarlo

Gli azzurri perdono in casa contro la Lazio. Al Maradona finisce 2 – 0 per gli ospiti

Lo avevamo detto, di motivi perchè la gara con la Lazio fosse una perfetta trappola ce ne erano tanti e così è stato. Troppo brutto per essere vero questo Napoli, troppo poco si è fatto in campo per evitare un tracollo che solo i superficiali non avevano percepito potesse arrivare. A parte il valore della Lazio che non ha rubato nulla, anzi avrebbe potuto fare molti più gol, il Napoli è apparso lento e impacciato fin dai primi minuti e come riconosciuto da Conte a fine gara "se anche avessimo attaccato per due giorni non avremmo mai fatto gol". Una disamina eloquente e, come avevamo anticipato alla vigilia della partita di ieri, la gara di Parma ha portato il conto agli azzurri.

E' una di quelle leggi non scritte del calcio che puntualmente si verificano: quando rincorri un obiettivo e arriva la partita che segna il tramonto dello stesso, la gara successiva coincide con una pessima prova. Lo era stato domenica scorsa per il Milan, perdente in casa con l'Udinese dopo la sconfitta a Napoli, lo è stato ieri per i ragazzi di Conte dopo aver perso il treno scudetto al Tardini. A poco servono i rimpianti e le discusse scelte di formazione. In settimana si era parlato tanto ed a sproposito sulla permanenza del tecnico per la prossima stagione quando ancora il piazzamento Champions non fosse sicuro. Un altro aspetto negativo che aveva caratterizzato la vigilia della gara contro la squadra di Sarri che ha così vendicato con lo stesso punteggio la sconfitta rimediata a gennaio nella gara di andata.

Non vogliamo essere riduttivi e semplificare con un generico tutti malissimo il giudizio sui singoli, ma facciamo fatica a trovare qualche giocatore che ieri si possa essere distinto con una prova positiva. Forse solo Milinkovic Savic ma solo perchè il serbo è riuscito a parare un rigore a Zaccagni tenendo in vita il Napoli per un altro po' di tempo. Sotto già dopo pochi minuti grazie alla rete di Cancellieri, arrivata grazie ad un buco sulla fascia destra (torna presto Di Lorenzo) e ad una mancata diagonale di Spinazzola che si è fatto bruciare dall'esterno biancoceleste.

Per tutto il primo tempo si sono visti solo errori. Malissimo la difesa con Buongiorno macchinoso e insicuro, male anche Anguissa e De Bruyne che hanno sbagliato facili appoggi. Conte nella ripresa li ha sostituiti con Elmas e Alisson che hanno dato maggiore vivacità  alla manovra ma senza mai risultare decisivi. Dopo il raddoppio di Basic, l'unico tiro del Napoli con Alisson con conclusione che ha scheggiato il palo. Troppo poco per pensare di poter recuperare una partita iniziata male e finita peggio. Il pubblico ha compreso il momento difficile e non ha fischiato la squadra uscita comunque tra gli applausi. Ma adesso c'è da ricompattare la situazione e rimettersi in carreggiata subito perchè servono almeno 8 punti nelle ultime cinque partite per avere la certezza della qualificazione in champions un obiettivo che come ribadito anche da Conte a fine gara "non può sfuggire agli azzurri".

Antonio Procopio

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