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lunedì 26 ottobre 2026

L’analisi del giorno dopo: Napoli, senza energie si affonda in Champions

Senza energie e senza punti. La sconfitta del Napoli a Lisbona contro il Benfica è figlia di diverse circostanze tutte da mettere in preventivo alla vigilia. Quando giochi senza sette giocatori e lo fai con costanza ogni tre giorni per diverso tempo è normale calare di intensità e andare incontro a serate complicate. Assenze ed errori individuali che si sono sprecati e lo si è capito già dai primi minuti quando, prima del gol di Rios, il Benfica aveva sfiorato la rete in due circostanze. A questi fattori si deve aggiungere l'inevitabile stanchezza di una squadra che appena tre giorni prima aveva giocato 90' di un'intensità altissima nella partita vinta contro la Juventus. Unendo questi fattori sarebbe servita una gara accorta e sporca, caratteristica che invece è mancata.

La difesa a tre non ha appoggiato a dovere e il centrocampo si è trovato in inferiorità numerica contro una formazione, non trascendentale, ma che ha capito come impostare l'incontro. Pressing sostenuto da molta più corsa e quel pizzico di fortuna che specie nel primo gol ha aiutato i lusitani. Ci ha provato Neres a trovare i varchi giusti saltando l'uomo nel primo tempo ma i suoi spunti non hanno prodotto occasioni. Da annotare solo un colpo di testa di Di Lorenzo uscito di poco e non molto altro.

Nella ripresa Conte ha provato a ridisegnare la sua squadra con gli ingressi di Politano e Spinazzola passando con un assetto più offensivo ma dopo pochi minuti il raddoppio del Benfica, complice ancora errori marchiani (Milinkovic Savic poco reattivo e mai convincente per tutta la gara)  ha chiuso i conti. Sotto di due reti il recupero era un'impresa ardua. Di energie ce n'erano poche e anche i successivi cambi hanno cambiato poco l'inerzia della gara. Se Elmas e McTominay domenica erano stati due giganti ieri sera non hanno ripetuto la prestazione.

L'assenza di Anguissa si è fatta sentire oltre misura perché è mancata quella sostanza in grado di spezzare la manovra avversaria e dare quantità alle trame azzurre. Poco incisivo Lang che ha disputato una gara di sacrificio e di ripiego ma che non ha ricevuto molti palloni visto lo scarso utilizzo della fascia sinistra. Male anche i singoli difensori con Rrahmani che spesso è arrivato in ritardo così come Buongiorno.

Ma senza voler generalizzare ieri sera si è vista in campo una squadra svuotata di energie e senza quel piglio che sarebbe servito per portare a casa punti. E la classifica adesso si fa molto complicata visto che gli azzurri adesso occupano l'ultimo posto utile per accedere agli spareggi. Servirà fare almeno 4 punti nelle ultime due gare (nel 2026) contro Copenaghen e Chelsea se si vorrà continuare la strada nella vetrina europea più prestigiosa. Nel frattempo domenica si andrà a Udine per continuare la cosa in campionato ma bisogna resettare subito questo incontro e ritrovare le energie necessarie per tornare a vincere. 

Antonio Procopio

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