Consapevolezza e rimpianti. Queste le sensazioni emerse il giorno dopo l’uscita del Napoli dalla Champions League. Consapevolezza perché il doppio confronto ha detto che la qualificazione alle semifinali era risultato alla portata e rimpianti per non essere riusciti a trasformare in realtà quanto emerso sul terreno di gioco. Ma sono diversi i punti da prendere in considerazione al termine del doppio confronto con il Milan. I segnali, già prima delle sfide, non erano incoraggianti. Perché se in pochi giorni perdi Osimhen e Simeone sei partito già ad handicap. La gara dell’andata di Milano aveva detto di un Napoli manovriero quanto sfortunato.
Ma a pesare maggiormente su quella di ritorno erano le assenza di Kim e Anguissa oltre al passivo di 1-0. C’era la possibilità di rimontare ma anche al Maradona si è assistito allo stesso tipo di gara di San Siro: analogie sia sul tipo di gol preso (non è pensabile di subire ancora una volta una rete con un giocatore che parte a 70 metri dalla porta avversaria senza che nessuno lo sappia contrastare e fermare), sia sotto quello di una incerta direzione arbitrale (il fallaccio su Lozano sul risultato di 0-0 grida ancora vendetta ).
Demeriti ed errori che hanno prodotto i due risultati che hanno sancito l’uscita dalla Champions League. Poi si potrebbero aggiungere anche gli ulteriori infortuni durante la partita, le condizioni fisiche precarie di Osimhen e di Kvara, non tanto per il rigore sbagliato ma per la mancanza di lucidità sotto porta. Insomma tanti aspetti tutti importanti e decisivi che sommati hanno sovvertito il pronostico che a inizio confronto pendeva per gli azzurri. Nelle competizioni europee si va avanti anche grazie ad esperienza e il Napoli ne ha ancora troppo poca. Ma il percorso Champions, comunque positivo, non deve minimamente offuscare quello splendido in campionato. Otto giornate e uno scudetto da conquistare quanto prima per dare il via ai meritati festeggiamenti. Per prendere la consapevolezza di essere sempre forti e dare un calcio ai rimpianti di questo anno comunque speciale.
Antonio Procopio