Un 2025 da campioni. Dopo lo scudetto arriva anche la Supercoppa italiana per il Napoli che corona un anno splendido. Dai 500 mila sul lungomare di Mergellina a maggio, alle poche migliaia dello stadio di Riad in Arabia Saudita è un trionfo lungo mesi dal colore azzurro. Troppo Napoli per il Bologna ed il 2-0 finale è decisamente striminzito per la squadra di Conte. Un divario abissale quello visto in campo che lascia spazio alla domanda su come sia stato possibile che lo scorso novembre gli azzurri siano stati battuti in campionato. Da quella partita il Napoli ha cambiato pelle e, nonostante le evidenti difficoltà legate ai tanti infortuni patiti, è riuscito a restare a galla in campionato e Champions League e conquistare la terza Supercoppa della sua storia.
Sugli scudi ieri sera Neres, un fenomeno che ha siglato le due reti con due gioielli. Un dato che deve far riflettere perché siamo certi che Conte, dopo la comprensibile festa ed euforia per la vittoria, cercherà di far capire ai suoi ragazzi che servirà maggiore concretezza nel prosieguo della stagione; non sarà possibile trovare sempre squadre che concedono così tanti spazi (vero Italiano?) ed occasioni e sarebbe doveroso riuscire a capitalizzarle. Tatticamente sembra che Conte abbia trovato la formula giusta per arginare l'emergenza assenze: difesa a tre con Di Lorenzo retrocesso nel pacchetto arretrato; Rrahmani mai in affanno e Juan Jesus che quando è chiamato in causa risponde sempre presente. In mezzo al campo la sapiente regia di Lobotka (altra gara da incorniciare la sua) coadiuvato da un McTominay sempre più guerriero e sagace, ha permesso alla squadra di proteggere la difesa e innescare gli attaccanti. Sugli esterni Politano e Spinazzola hanno dimostrato di riuscire a svolgere con profitto la doppia fase anche se, il gran lavoro e la corsa profusa, si è fatta sentire sotto porta con qualche occasione mancata.
La formula che più ha convinto è stato il cambiamento davanti con Neres ed Elmas: i due esterni hanno dato quello sprint senza fornire punti di riferimento agli avversari. Neres ha svariato su ambo le fasce facendo la differenza in assist e finalizzazione. Buono anche l'apporto di Elmas che ha mancato qualche opportunità, ma ha dialogato benissimo dando sostanza anche al centrocampo oltre che sulla catena di sinistra. Se è vero che il centravanti si misura spesso con le sue realizzazioni, questa volta bisogna fare un'eccezione per Rasmus Hojlund: il danese ha giocato un'altra partita stratosferica pur senza arricchire la sua prestazione con quel gol mancato più volte e che avrebbe meritato. Un trionfo griffato Antonio Conte che si conferma il vero demiurgo di questa squadra alla quale sta facendo vincere trofei e regalando soddisfazioni. Il difficile arriva adesso: alla ripresa, domenica a Cremona servirà resettare tutto e ricominciare in campionato quella rincorsa alle milanesi che sono leggermente avanti agli azzurri. Per ora prendiamoci questo titolo strameritato che permette a tutto l'ambiente e ai tifosi di passare un Natale azzurro. Auguri a tutti.
Antonio Procopio