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lunedì 26 ottobre 2026

Bilancio in chiaroscuro per il Napoli dopo 3 mesi, quanti infortuni.

Non si può certo parlare di stagione fortunata per il Napoli ma ridurre tutto alla dea bendata non sarebbe certo una spiegazione convincente per giustificare un inizio in chiaroscuro. Dopo 11 giornate di campionato e a metà percorso del girone di Champions League, il bilancio del Napoli non può dirsi soddisfacente ma nemmeno drammatico. A preoccupare maggiormente, più che la posizione occupata (terzo a due punti da Inter e Roma in campionato e ultimo dei qualificati in Europa),  sono le prospettive che non si annunciano positive. E a far emergere negatività hanno pesato i tanti infortuni che hanno costretto e costringeranno la squadra a doversi barcamenare anche nei prossimi mesi. Si è partiti lo scorso 14 agosto con Lukaku vittima di uno stop al quadricipite che lo terrà fuori fino a dicembre. La società ha dovuto cambiare i suoi piani dovendo investire su un nuovo attaccante e spendendo buona parte del suo tesoretto per prendere Rasmus Hojlund.

Una scelta giusta ma che ha escluso l’arrivo di altre due pedine come un sostituto di Anguissa e un esterno destro per Di Lorenzo. Dopo un filotto di 4 successi in campionato a Milano il primo stop con una difesa che mancava di tutti e 4 i titolari. Troppi per affrontare una sfida delicata e gli errori difensivi commessi ne hanno pregiudicato il risultato. Si è continuato alternando successi e sconfitte ma sempre condite da pesanti infortuni che hanno sempre più lasciato Conte senza troppe soluzioni. Buongiorno, Rrhamani, Spinazzola, Lobotka, Olivera, Politano tutti infortuni di qualche settimana poi sono arrivati quelli seri: Meret  e De Bruyne 3 mesi e per ultimo Anguissa che dovrebbe stare fuori almeno fino a gennaio. Con questo scenario immaginare un Napoli che possa tenere il ritmo delle avversarie è decisamente complicato. La squadra resta sempre competitiva ma si deve porre l’accento anche su alcune operazioni estive che non hanno reso secondo le aspettative. Ci si sarebbe atteso qualcosa in più da Lang e Lucca, due giocatori costati tanto e che per ora sono andati al di sotto delle aspettative.

E viste le tante assenze e con un organico che perde i pezzi, è da mettere in preventivo un maggiore utilizzo delle seconde linee sperando possano iniziare a dare migliori risultati. Sotto il profilo tattico, il tecnico ha iniziato la preparazione puntando su un centrocampo a 4 con De Bruyne impegnato a dare una mano a Lobotka in fase di costruzione e anche in veste di suggeritore. Con lui in campo il Napoli ha sicuramente costruito e segnato e la riprova arriva dalle ultime 4 gare dove, senza il belga, gli azzurri hanno messo a segno solo un gol. Dal 4-1-4-1 si è poi passati ad un 4-3-3 solo sulla carta visto che Politano e spesso Elmas più che da esterni offensivi hanno giostrato sulla linea dei centrocampisti. Un aspetto che, specie a Bologna, ha evidenziato quanto Hojlund davanti sia poco assistito e poco efficace. E adesso senza neanche Anguissa cosa dovrà inventarsi Conte per riuscire a mantenere una squadra efficiente? Possibile, anzi probabile, che il tecnico già dalla prossima gara possa ricorrere al suo congeniale 3-5-2.

Elmas o Gilmour saranno chiamati a sostituire Anguissa mentre davanti potrebbe toccare a Neres giocare al fianco di Hojlund. Non è un periodo semplice per la società e la sosta non ha certo aiutato visto che senza partite le polemiche in questi giorni sono state tante con voci dove si ipotizzava anche un’interruzione del rapporto del tecnico sulla panchina azzurra. Conte nel frattempo, con molti giocatori fuori per gli impegni con le rispettive nazionali, ha deciso di rientrare a Napoli lunedì e in quel giorno è ipotizzabile un chiarimento con l’ambiente. Da lì sarà comunque l’inizio di una nuovo corso con l’obiettivo di restare nel gruppo di vertice fin quando i tanti infortunati potranno rientrare in gruppo e dare lo sprint nella seconda parte di stagione.

Antonio Procopio

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