Serviva vincere e vittoria è stata. Non tanto per la classifica, rassicurante anche prima del successo a Lecce, ma perché dopo la pesante sconfitta contro il Milan il Napoli aveva l’obbligo di rialzarsi. Rialzarsi proprio per scacciare gli incubi della debacle casalinga e arrivare con maggiore serenità al quarto di finale di Champions League contro i rossoneri. Per questo il due a uno a Via del Mare ha una valenza più che positiva. E andiamo ad analizzare i diversi spunti che sono emersi nel confronto col Lecce. Come riconosciuto anche da Spalletti a fine partita il Napoli ha giocato una partita di carattere e personalità.
Ma il gioco meno scintillante degli azzurri non deve trarre in inganno: a Lecce nessuno ha vinto facilmente o dando spettacolo e Milan, Lazio e Roma possono testimoniarlo. Si sapeva che sarebbe stata una gara sofferta, come quella dell’andata quando gli azzurri furono costretti ad un pareggio al termine di una partita giocata male. Un’ulteriore conferma è arrivata dalla gara che ha visto il Napoli in difficoltà contro squadre molto fisiche. Il Lecce ha provato a fermare la manovra azzurra con una marcatura asfissiante sul portatore di palla e, imbrigliato Lobotka, il gioco azzurro non ha potuto usufruire della profondità di Osimhen ancora fermo per infortunio. Raspadori non garantisce lo stesso tipo di gioco del nigeriano ed è toccato a Di Lorenzo vestire i panni del goleador con uno splendido colpo di testa. L’autorete che poi ha portato al nuovo vantaggio azzurro ha sicuramente spianato la strada al Napoli che forse è mancato sul piano della tenuta mentale.
Le scorie della pesante sconfitta non erano ancora assorbite e le prestazioni non eccellenti di alcuni giocatori vanno ascritte a questa componente. Proprio per questo Spalletti invece di fare un turnover corposo a inizio gara ha deciso di lasciare quasi tutto il blocco di domenica scorsa nel tentativo di fornire ai giocatori una gara per smaltire il cappotto rossonero. E mercoledì si riparte da San Siro in una sfida importante ed inedita per gli azzurri: 24 anni fa, nei quarti di Coppa Uefa, si affrontò la Juventus, adesso nei quarti di Champions League il Milan; passano gli anni ma si rispettano tradizioni, chi sarà il nuovo Renica?
Antonio Procopio