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lunedì 26 ottobre 2026

Calcio: l’analisi del giorno dopo – Napoli, testa alla Champions ma la coperta è corta

 La regola del turnover e la coperta corta. Il pareggio del Napoli contro il Verona è figlio di questi aspetti. Martedì sera c’è il ritorno dei quarti di Champions League contro il Milan, impegno e partita più importante di questa stagione e Spalletti ha giustamente affrontato il Verona con una formazione rimaneggiata. Preservati Osimhen, Kvaratskhelia, Lobotka, Zielinski, Rrahmani la partita ha assunto un’altra piega. E si è capito quindi che la coperta è corta perché, senza nulla togliere ai sostituti, specie nel primo tempo la manovra del Napoli è stata lenta e di conclusioni in porta se ne sono viste poche. Senza la regia di Lobotka, le serpentine di Kvaratskhelia, gli inserimenti di Zielinski e le reti di Osimhen è un altro Napoli.

Quando Spalletti ha capito che doveva mettere mano alle sostituzioni negli ultimi minuti il Napoli ha cambiato volto e anche l’intensità della gara è stata differente. L’ingresso del nigeriano ha dato linfa al gioco e rivitalizzato tutta la squadra come se avesse ritrovato forza ed energia e solo la traversa ha impedito al Napoli di vincere la partita. Alla fine lo 0-0 contro il Verona, che ha affrontato l’impegno con il coltello tra i denti, alla disperata ricerca di un punto in chiave salvezza, ha detto poco altro. Per contro però gli azzurri possono contare su una classifica che li vede avanti di 14 punti sulla Lazio seconda in classifica e quindi cercare di fare rifiatare i giocatori cardine aveva una sua logica. Martedì sera si capirà se la stagione del Napoli sarà bellissima con la conquista del solo scudetto o addirittura storica se dovesse arrivare anche il traguardo della semifinale di Champions League, obiettivo mai raggiunto dal club che darebbe ulteriore lustro ad una stagione a dir poco esaltante. Mancheranno Anguissa e Kim ma tornerà Osimhen e finalmente ci sarà uno stadio gremito e desideroso di tifare e spingere gli azzurri, la storia è lì pronta ad essere scritta.

Antonio Procopio

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