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lunedì 26 ottobre 2026

L’analisi del giorno dopo. Napoli: lo scudetto di tutti, si può aprire un ciclo vincente?

E’ scudetto, il terzo, forse il più bello. Di sicuro quello più significativo perché vinto senza poter contare sul supporto del più grande giocatore di tutti i tempi. Ed è sicuramente il più inaspettato. Perché nello scorso agosto, alla vigilia dell’avvio della nuova stagione agonistica, nessuno ma veramente nessuno, aveva pronosticato il tricolore per gli azzurri. Invece la cavalcata vincente della squadra di Spalletti non ha conosciuto frenate e la matematica conquista dello scudetto, arrivata quando si devono ancora disputare cinque giornate, la dice lunga sulla meravigliosa solitudine che ha caratterizzato il percorso del Napoli. Lo scudetto non ha una sola firma e lo si può affermare già da adesso. E’ il successo del Napoli calcio: dal presidente a tutta la dirigenza, da Spalletti ai giocatori e non è facile retorica come spesso potrebbe sembrare perché in questa stagione ognuno ha veramente fatto la sua parte andando oltre le più rosee previsioni; la società in estate allestendo una squadra attrezzata e da molti sottovalutata, l’allenatore che in due anni ha portato il Napoli prima alla qualificazione in Champions League e poi allo scudetto e i giocatori che hanno fatto gruppo e superato i momenti difficili senza scomodi senatori che potessero incrinare i rapporti e la crescita.

Come spesso succede alle squadre in formazione, in vista del traguardo gli azzurri hanno steccato qualche colpo senza però mai minimamente compromettere l’esito della brillante stagione. Ed è grazie a questa considerazione che si spiega il brutto primo tempo giocato ieri a Udine. Passaggi sbagliati banalmente, tanta frenesia e nervosismo, situazione di palese difficoltà ancora più evidente dopo aver subìto il gol friulano. Sono stati 45’ brutti quelli visti al Friuli. Per fortuna l’intervallo ha dato al Napoli maggiore serenità e Osimhen è tornato a imporre la sua legge. Dal momento del pareggio si è vista un’altra squadra in campo: padrona del gioco e sicura, abile nel giro palla e nel cercare la profondità e il raddoppio non è arrivato solo per la bravura di Silvestri abile a salvare su una bella girata al volo di Zielinski. Segno evidente che così come a Torino, col gol di Raspadori nel finale, gli azzurri non sono in debito di ossigeno ma in affanno sotto il profilo mentale. Un peccato che la pacifica festa dei tifosi azzurri sia stata rovinata da quelli avversari che non hanno gradito vedere il Napoli gioire davanti ai loro occhi e hanno a loro volta invaso il terreno di gioco per arrivare ad una triste rissa sedata a fatica dalle forze dell’ordine. Ottanta punti e record per Spalletti che può ulteriormente incrementare il proprio score nelle ultime cinque di campionato. Liberi di testa e con lo scudetto già conquistato sarà un mese di dolce attesa prima del termine della stagione il 4 giugno. Sono tre, sono belli e azzurri e adesso fate che questo sia solo un punto di partenza: De Laurentiis e Spalletti, aprire un ciclo azzurro è davvero possibile…

Antonio Procopio

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