L’analisi del giorno dopo. Napoli battuto dal Real Madrid tra rimpianti e amarezza

Con l’amaro in bocca e con la consapevolezza di aver giocato a tratti anche meglio di una big d’Europa. È proprio per questo la sconfitta col Real Madrid lascia ancora più rimpianti. Il 3-2 del Maradona ha detto che, anche al quinto confronto diretto, il Napoli non è riuscito a battere i blancos ma questa volta c’è andato davvero vicino. Sul 2-2 il forcing degli azzurri ha prodotto gioco e messo alle corde gli spagnoli ma non è arrivata la rete che avrebbe ribaltato lo svantaggio con cui si era chiuso il primo tempo. Primo tempo che ad onor del vero aveva visto un Napoli troppo timoroso e con un rispetto eccessivo nei confronti degli avversari. La rete del vantaggio azzurro, ancora con un superlativo Ostigard, ha di fatto ulteriormente abbassato il baricentro di squadra e consegnato il pallino del gioco ad un gruppo che ha nelle doti di palleggio il suo punto di forza. Quando hai giocatori del calibro di Vinicius, Valverde, Bellingham se arretri troppo è facile immaginare il prosieguo della partita. Il pareggio di Vinicius, complice un errore banale di Di Lorenzo, è stato seguito poi dal vantaggio di Bellingham che, schierato da vertice alto del centrocampo, ha fatto capire perché sia stato pagato più di cento milioni.

I rimpianti sono invece per la ripresa dove la squadra, oltre che corta, è tornata ad avere un assetto più alto appoggiando la fase offensiva e trovando il meritato pareggio con Zielinski dal dischetto. I primi 25’ della ripresa hanno visto il Real Madrid alle corde con Ancelotti che ha cercato di arginare la pressione azzurra inserendo Modric e Mendy. Garcia non si è spaventato ed ha rilanciato con un cambio che l’ha detta tutta sulle intenzioni del tecnico: dentro Raspadori per Zielinski con la gara che poteva sbloccarsi su ambi fronti. La fortuna ha premiato il Real Madrid che sugli sviluppi di un angolo che non c’era (evidente fallo su Olivera) ha trovato il jolly con Valverde, altro giocatore prezzato oltre i 100 milioni di euro. Le note della gara hanno detto che se Ostigard mantiene questa dinamicità e grinta sarà il centrale che affiancherà Rrhamani quando rientrerà dall’infortunio mettendo una discreta toppa alla voragine lasciata dalla cessione di Kim.

Non è dispiaciuto nemmeno Natan che ieri sera ha palesato maggiore sicurezza e sta lentamente entrando negli schemi del tecnico. Anguissa è ancora troppo a corrente alternata e purtroppo è un indicatore di come possa svilupparsi la partita degli azzurri nel bene come nel male. Mancano forse dei ricambi al centrocampo e questo aspetto dovrà essere tenuto in conto per gennaio alla riapertura del mercato in considerazione del fatto che Anguissa, così come Osimhen, sarà fuori per la Coppa d’Africa. In classifica alle spalle del Real Madrid con sei punti, a quota tre il Napoli è stato raggiunto dal Braga, battuto nella prima gara, che a sorpresa ha rimontato i tedeschi dell'Union Berlino prossimi avversari degli azzurri. Archiviata la Champions League per tre settimane domenica sera si ritorna in campionato con una partita che, classifica alla mano, ha il sapore di un autentico spareggio per un posto in Europa: al Maradona sara di scena la Fiorentina che a 14 punti in classifica affianca gli azzurri al terzo posto. Servirá un Napoli formato ultime settimane per tornare a vincere far passare questo fastidioso amaro in bocca…

Antonio Procopio

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