"Non siamo piu una squadra, io un morto non lo accompagno, ci sono problemi diversi dalla sola natura calcistica, non faccio trapianti di cuore se non ce l'hanno, responsabilità anche mia". Uno stralcio della conferenza stampa fiume di Conte la dice lunga sulla prestazione sconcertante del Napoli a Bologna. Sì, è stata una prova sconcertante e senza attenuanti. Il 2-0 del Dall'Ara ha sancito la terza sconfitta in campionato, ma più che la partita persa, ieri si è vista una pericolosa involuzione degli azzurri. Perchè contro Milan e Torino erano arrivati due stop al termine di gare che sul piano del gioco potevano essere due pareggi per quanto visto in campo; ieri invece la sconfitta ci sta tutta e non può essere il risultato di un solo aspetto negativo. Andiamo con ordine.
Il Bologna di Italiano ha deciso di giocare la gara con un pressing asfissiante sui portatori azzurri. Primo tempo bloccato con il Napoli incapace di trovare sbocchi adeguati. Si è cercato di superare la pressione con lanci su Hojlund che, pur essendo in netta ripresa, non è riuscito a servire i due esterni, Politano ed Elmas sembrati troppo lenti e poco reattivi. Per contro il Bologna si vedeva che avesse molto più brio e cercasse di mettere la gara sul piano del ritmo e della contesa. A dire il vero di conclusioni pericolose non se ne erano viste tante, ma gli azzurri avevano ricevuto un regalo con l'infortunio di Skorupski che, dopo pochi minuti, aveva lasciato il campo al giovane 18enne Pessina. Era lecito attendersi qualche conclusione da fuori per testare l'emozione e le qualità del ragazzo che invece ha passato un pomeriggio di autentico riposo.
Nella ripresa il tracollo frutto di errori a ripetizione. Il gol di Dallinga ha visto una bella percussione di Cambiaghi, entrato a inizio tempo e risultato migliore in campo, superare Di Lorenzo e mettere un pallone al centro sul quale Dallinga di esterno destro ha anticipato Rrahmani e messo sul primo palo con Milinkovic sorpreso dalla rapidità di esecuzione. Una frittata confezionata da tutti e tre in egual misura. Ecco forse il tecnico avrebbe dovuto provare a dare subito una scossa invece, per un fallo di reazione di Hojlund, è arrivata una punizione dalla trequarti i cui sviluppi hanno portato alla rete di Lucumi.
Sotto di due gol, il tecnico ha cambiato i due esterni inserendo Lang e Neres. Non che i due abbiano prodotto chissà cosa, ma anche se mancava più di mezz'ora, si era già capito che non ci fossero molte possibilità di recupero. A riprova di questo nel tempo rimasto il Napoli è stato confusionario e abulico senza riuscire a fare una conclusione anzi rischiando la terza rete sulle ripartenze di un Bologna galvanizzato dal risultato e sospinto dal pubblico. Difficile anzi impossibile trovare note positive nella gara degli azzurri.
Pessimi sotto il profilo del gioco ma forse ancor di più sotto quello della condizione atletica deficitaria. E questo aspetto deve fare riflettere perchè dopo la sosta il Napoli sarà chiamato a giocare ogni tre giorni per tre mesi. Se si arriva con questa energia non sarà facile prevedere diversi passi falsi. Serve tornare a essere gruppo sotto il profilo mentale e serve dosare meglio le energie con un'adeguata turnazione perchè l'impressione avuta ieri è quella di una squadra lenta e scarica di energie, situazione ancor più drammatica se si pensa che siamo ancora ai primi di novembre. Poi se il tecnico a fine gara dice: "Non siamo più una squadra…".
Antonio Procopio